I Mitchell contro le macchine recensione

Il tema della “famiglia disfunzionale” è stato affrontato così tante volte al cinema che sembra non ci sia più niente da aggiungere.  Metti insieme un nucleo di persone legate da rapporti di sangue ma non dagli interessi e dalla personalità: da questo scenario ne deriva naturalmente un conflitto.

I Mitchell contro le macchine su Netflix recensione

La maggior parte di noi può riconoscersi nel “quadretto familiare” appena descritto così come può ricordare alla perfezione un film che abbia già affrontato l’argomento. Ebbene, per fortuna non vi è alcun limite alla fantasia e I Mitchell contro le macchine su Netflix affronta nuovamente l’argomento della famiglia disfunzionale aggiungendoci qualcosa in più!

Il cuore pulsante della trama ruota attorno ad una situazione molto specifica, una figlia e un padre che si sono allontanati a causa delle loro diverse personalità ed interessi. E quando il loro rapporto sembra ormai arrivato al capolinea, accade qualcosa di davvero inaspettato: l’apocalisse robot!

Ecco perché I Mitchell contro le macchine riesce ad incollare lo spettatore (adulto e bambino che sia) alla tv affascinandolo con satira intelligente ed avvincente dramma familiare. Il tutto condito da momenti dolorosamente esilaranti vissuti dalla “peggiore famiglia del mondo” che cerca di sopravvivere a un’apocalisse robotica.

Sei curioso di scoprire cosa ne pensiamo del nuovo film d’animazione targato Netflix? Allora mettiti comodo e leggi la nostra recensione de I Mitchell contro le macchine.

I Mitchell contro le macchine: la recensione del film animato Netflix

I Mitchell contro le macchine recensione

Katie Mitchell non si è mai sentita nel posto giusto ma è riuscita a trovare la sua voce attraverso il cinema e l’animazione. Una volta entrata alla scuola di cinema in California, sa di aver trovato la sua gente. Questo è un sollievo per Katie perché, sebbene ami la sua famiglia, non va d’accordo con suo padre, Rick. Il papà di Katie ha sì buone intenzioni ma si occupa più della natura e della vita all’aria aperta piuttosto che della tecnologia che invece Katie usa per esprimersi.

Consapevole del crescente divario emotivo che ha con sua figlia, Rick decide di intraprendere un viaggio in auto per raggiungere la Scuola di Cinema in California. Un viaggio che farà insieme a Katie, a sua moglie Linda, al giovane figlio Aaron appassionato di dinosauri e al cane di famiglia (che somiglia sia a un maiale che ad una confezione di pane in cassetta!). L’intento di Rick è nobile e chiaro: ricucire il rapporto con sua figlia Katie.

Ma i Mitchell e il resto del mondo non sanno che, nel frattempo, il gigante della tecnologia “Pal” sta lanciando una nuova linea di robot. Questi ultimi, sotto il comando di un’Intelligenza Artificiale, si rivolteranno contro l’umanità. Mentre la famiglia Mitchell è intenta ad affrontare il suo viaggio verso la California, i robot si uniscono e “invadono” tutto il Mondo, rapendo gli umani ed imprigionandoli in piccole camere sospese nello spazio.

Spetta ai Mitchell salvare il mondo!

Sebbene il nucleo emotivo del film si concentri esclusivamente sul rapporto tra Katie e Rick, esso non è mai banale, prevedibile oppure vuoto. Ed è molto chiaro allo spettatore che la famiglia “disfunzionale” può invece essere un arricchimento. La diversità dei Mitchell, i loro differenti interessi e caratteri diviene ben presto la loro forza nella lotta contro i robot. Ed è proprio questa rinnovata consapevolezza che spinge i Mitchell a smettere di inseguire la perfezione (rappresentata dai loro vicini, i Poseys) e ad apprezzare tutto ciò che li rende strani, insoliti e “disfunzionali”.  Questa onestà emotiva radica l’amore reciproco dei Mitchell nell’autenticità, non chiedendo loro di “cambiare”, ma piuttosto di portare a termine un duro lavoro di accettazione su cui molte famiglie dovrebbero concentrarsi. Sì, anche nella realtà!

recensione I Mitchell contro le macchine Netflix

Il film bilancia perfettamente l’emotività della storia mixandola con momenti esilaranti e divertenti rendendolo uno dei “cartoni animati” per famiglie più divertenti degli ultimi anni. In più riprese, ho dovuto premere il pulsante “Pausa” perché non smettevamo di ridere!

Del resto, I Mitchell contro le macchine è stato prodotto da Phil Lord e Christopher Miller che hanno realizzato alcuni dei miei film preferiti dell’ultimo decennio (Spiderman nel multiverso è uno di questi!). Il loro umorismo è davvero tagliente, esilarante ed “ancorato alla realtà” e, per me, questo è un vero e proprio plus.

Buona parte di questa potente “energia comica” che permea I Mitchell contro le macchine proviene dalla brillante direzione che fonde il 2D con l’animazione 3D. Ancora una volta, insomma, la Sony Pictures Animation ci dimostra come si possa giocare e fare “quel che si vuole” con l’animazione. Questa convinzione di riflette alla perfezione nello stile vivace ed esplosivo di questo film.

Ho trovato molto interessante il ruolo di Katie nella realizzazione de I Mitchell contro le macchine. Katie è un’aspirante regista: ecco perché, molte scene del film sono state realizzare “da lei”, secondo il suo stile, le sue inclinazioni e la sua freschezza. È come se il terzo regista del film fosse lei e questo ci permette di connetterci ulteriormente con la sua vita e con le sue emozioni. Questo è il modo in cui Katie vede il mondo e lo stile artistico utilizzato in I Mitchell contro le macchine è in grado di mostrarci perché lei e anche l’arte stessa sono così importanti per capire il mondo e la realtà che ci circonda.

I Mitchell contro le macchine va costantemente molto più in profondità di quanto le commedie familiari disfunzionali ci abbiano abituato. In questo film c’è tutto: non soltanto il rapporto difficile tra un padre ed una figlia ma anche e soprattutto l’immenso valore dell’arte e della creatività in grado di modellare le nostre vite e di mettere il “mondo digitale” su un secondo piano.

Molto saggiamente, I Mitchell contro le macchine non si concentra sul noioso dibattito tra questa o quella piattaforma digitale. Katie carica i suoi lavori su YouTube ma il film non è interessato a discutere i pro e i contro di quella piattaforma. Piuttosto, il film ci fa riflettere su come la tecnologia potrebbe davvero aiutarci. Questo, ovviamente, non include il “chiuderci” in una bolla digitale che ci isola dal resto dell’umanità. Eppure I Mitchell contro le macchine non ha bisogno di predicare una filosofia luddista per mostrare l’importanza della connessione umana. Essendo per i Mitchell, il film non si sforza mai di entrare nel merito del dibattito anti-tecnologico: del resto, sarebbe un discorso perfettamente inutile, dato che la tecnologia non è destinata affatto a scomparire.

I Mitchell contro le macchine: conclusioni

Bilanciare il dramma familiare, la commedia folle e il commento sociale non è un’impresa facile. Nonostante ciò, I Mitchell contro le macchine lo fa sembrare apparentemente semplice. Questo è un film audace e sicuro di sé che eccelle oltre i suoi confini di genere. Pur essendo una storia di connessione familiare emotivamente vibrante, questo film è semplice, divertente e di sicuro intrattenimento. Insomma, è davvero l’ideale per un pomeriggio piovoso tra trascorrere in famiglia, tra pop-corn e risate!

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